Gastronauts, dietro le quinte di "The soul food" Teatro eliseo

THE GASTRONAUTS ITALIAN PROJECT (2006/2009) e  oggi The Mighty Fooders è un vero e proprio progetto, nato per attraversare trasversalmente cibo e musica.

Le sessions di live cooking nel 2006, nel senso in cui le abbiamo intese noi, non erano comuni come potrebbe sembrare oggi, anche se parliamo solo di quattro anni fa.
Portare in tour un live nel quale coesistono un dj-set, un food-set e un vj-set non è stato facile: ancora oggi non è così ovvio collegare musica, cibo e video seguendo un concetto molto intimo, e farlo comprendere ad una platea che non frequenta ristoranti, ma piazze, centri sociali, locali, musei, festival.

L’idea principale si sviluppa intorno a tre aspetti, che coinvolgono tutti i sensi e seguono un percorso incentrato sulla ricerca.
Questa ricerca riguarda la fluidità dell’ interazione fra culture che di solito non convivono: il cibo , il suono inteso nel suo aspetto più underground e le immagini.

Tutti i piatti vengono prima disegnati per stabilire un layout grafico che faccia da guida durante l’esecuzione (un vero e proprio spartito) e, proiettati insieme alle immagini di cucina live, fungono da spiegazione per il pubblico.

Ovviamente il risultato non è mai lo stesso: cucinando dal vivo, spesso a stretto contatto con il pubblico, che a volte fa domande e a volte allunga le mani nel piatto, non è semplice mantenere la concentrazione e restituire un continuum musica/cibo/video.
La scelta di esibirsi accanto a dj (ma a volte accanto a scrittori, musicisti) viene naturale, se solo si pensa a quanta somiglianza ci sia nella responsabilità della “selezione” e del mixaggio di elementi differenti, che si tratti di ingredienti e di culture, oppure di campioni o pezzi.

I piatti sono pensati per dare allo spettatore una forte impressione visiva e per incuriosirlo anche durante la preparazione con molte fasi di taglio o di cottura a fuoco vivo.
I piatti realizzati non sono mai impossibili da riprodurre e le preparazioni elaborate per questo progetto fanno parte di un bagaglio culturale comune a molti. Questo genere di live non ha come fine quello di esaltare direttamente i cuochi o la cucina. Musica, cucina, video e foto hanno la stessa importanza e concorrono in parte uguale alla realizzazione dell’obiettivo: coinvolgere i sensi degli altri, così come siamo coinvolti noi.

Non è esattamente cucinare a tempo di musica, anche se alcuni l’hanno descritto così.
Alla fine solo poche persone riescono direttamente ad assaggiare.
Il pubblico mangia con le mani, così attraverso il recupero di questa gestualità  primordiale si crea un legame confidenziale fra le persone, che si trovano proiettate in un momento di convivialità, gustando piatti gourmet in un contesto decisamente inusuale.

Forse solo citando una frase del nostro amico Gabriele Scorzoni, direttore artistico del Freeshout1!? Festival, riusciamo ad esprimere semplicemente che tipo di relazione sentiamo tra musica e cucina:  “Quando il cuoco diventa dj il cibo diventa musica”.
Una frase che è diventata per noi uno slogan.

L’inizio di un manifesto fatto di continue metafore e parallelismi tra cucina e musica, intese come atti performativi.

Soul (food) Searching

2 febbraio 2010

Il ciclo Soul (food) Searching si è aperto con la serata JAMBALAYA FUNK.
Roma come New York, tanto soul food, tanta birra, tanto funk, ma soprattutto tanta bella gente.
Per ringraziarvi pubblichiamo le vostre foto: non ci siete tutti ma quasi.
Un abbraccio forte va a Lorenzo Amurri che ha scritto un bellissimo post sulla serata.
Altri ringraziamenti vanno a Vania Caruso di Galleria 291 Est, Maria Carla Pernarella, Claudia Barreca, Hiroko Oda e Mauro Puccini, che scattando queste bellissime foto, ha fissato nei nostri occhi alcuni dei momenti più belli di Jambalaya Funk.
Stiamo preparando la seconda tappa del nostro ciclo, tenetevi aggiornati e, se volete, mandateci una mail all’indirizzo info@thefooders.it per essere iscritti alla newsletter.

PER VEDERE TUTTE LE FOTO DI JAMBALAYA FUNK CLICCA QUI

Jambalaya Funk

A volte mi viene voglia di tempura, ma quando sono a casa non ho mai voglia di  concentrarmi e cercare quelle vecchie ricette di tempure giapponesi, tantomeno di digitare “the original tempura” o “tempura infallibile” su google.
Perchè dovrei farlo poi, quando la mia viene tanto bene?
Questa ricetta l’avevamo pubblicata su GLAMOUR l’anno scorso, esaltando le sue doti di leggerezza e, soprattutto, il fatto che rimanesse croccante fino a due ore dopo la cottura.
Ad oggi ho modificato ulteriormente la ricetta, e ve la propongo.
Frittura di verdure

Frittura di verdure - http://www.thefooders.it

Frittura di verdure quasi giapponese

DOSI PER 4 PERSONE

ATTREZZATURE
1 pelapatate
1 boule
1 frusta
1 padella a bordi alti per friggere Read the rest of this entry »