Un piatto come tanti
21 Dicembre 2009

The Gastronauts @ Discoteca di Stato, Roma (Per Università degli Studi Torvergata)
Dopo il cambio di nome, abbiamo creato questo nuovo blog. In molti avete ripreso a seguirci da qui, e ve ne siamo grati.
C’è anche chi si è sintonizzato negli ultimi mesi: per loro, ma anche per ricreare su questa nuova piattaforma un po’ di vecchia atmosfera, riprenderemo qualche contenuto e lo riporteremo di qua.
Il post seguente è del 30 Marzo 2007
Si intitolava “Un piatto come tanti”
“Un piatto come tanti, una passione come ce ne sono milioni …
ma quale sapore ha questa nostra particolarità? Pensando a questo si va avanti…
Si elabora, si continua a ridurre ai minimi termini ogni entusiasmo nell’estenuante autocritica volta alla ricerca della più umile capacità.
La capacità di disegnare, sia nella mente che negli occhi, sia nella gola che nel cuore di qualcuno..
Rappresentare, da sempre, quello che si è.
E se per molti è la musica, per noi è anche pane, foglie, rumore di padelle e pesce da spinare, pesce che ti taglia con le branchie ancora intrise di sabbia.
Musica come colonna sonora di un percorso molto fisico e materiale, che a volte ti lascia le mani macchiate di sangue o di terra, ma che grazie a questo ti eleva in alto, dove nessuno che nn fa il tuo mestiere potrà mai arrivare.
Come mai si potrà stringere fra le mani quella vibra che un artigiano sente sulla pelle quando crea d’impulso un oggetto sognato la notte prima, si trattasse anche di una semplice scarpa.
Questa vibra è propria di ognuno.
E’ molto privata e nascosta.
Sottosopra
14 Dicembre 2009
La Pizza col cornicione alto, con indefinite ore, mesi, anni di lievitazione è ormai stata esplorata in ogni alveolo, misurata in centimetri, falsificata, gonfiata, giudicata.
Rimane ben poco da dire, e non sarò io a farlo.
Piuttosto se c’è ancora qualcosa da fare è aggiornare l’elenco delle realtà che possono avere un posticino nel cuore dei magnatori de pizza dalle fauci che bramano cornicioni, bufala, basilico, acciughe e quant’altro.
Prima di andare avanti, una nota per i meno esperti, qualche caposaldo da non mancare assolutamene: gatta mangiona, sforno, bir & fud.
Continuando su questa scia, anche se la spesa non si fa da Pomarius e non si usano farine del Mulino Marino, né tantomeno presidi Slow Food, possiamo sicuramente parlare di una delle poche pizzerie di San Lorenzo (Rm) che per qualità o tradizione secolare meritano di essere citate.
La Pizzeria Sottosopra.

In via dei Sabelli, angolo via degli Equi, non vi sarà difficile notare una grande pizzeria con grandi finestre ed insegne dall’appeal “giovane” ( si pronuncia con la O aperta )
All’interno, un locale pulito dipinto di un bel verdino, arredamento semplice e tovaglie di carta.

