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OMNIVORE PARIS

EVERYTHING BUTT ITALY, RACCONTI D'ASPORTO

Il cibo è felicità, amicizia e divertimento. Se ho scelto di lavorare in questo mondo è proprio perché c’è una libertà di espressione e di spirito che non si trova altrove (ah sì, nella pubblicità, certo)

Questo almeno è quel che dovrebbe essere, perché ti accorgi che oggi stanno diventando tutti falsi sorrisi ed arcigni sguardi. Un tutti contro tutti per imporre chissà quale opinione o rivendicare quale scoperta. Perché scadere in questa pochezza d’animo? Cadere a fare la battaglia dei poveri? Il cibo ci dovrebbe federare tutti, non farci scannare.

Stiamo diventando, a furia di inutili discussioni, il vecchio modello che tanto critichiamo, l’immagine del gastronomo in stile Signor Creosoto seduto al tavolo a incazzarsi col mondo. Mi viene in mente Animal Farm di Orwell. Inutili battaglie d’odio fra giornalisti e cuochi, seguiti da mandrie di leccaculo senza alcuna opinione propria.

Lasciamo agli altri fare terra bruciata. Noi coltiviamoci il nostro giardino, poco ci importa della sua dimensione.

Perché parlare di questo quando il topic è l‘Omnivore World Tour - Paris? Perché in questi tre giorni ho ritrovato lo stesso spirito che univa degli sconosciuti come se si conoscessero da sempre. Alleggeritevi lo spirito, guardatevi la scena finale di 8 1/2 e godetevi la giornata. La primavera è alle porte.

di Tokyo Cervigni