Cene carbonare: report prima parte

Da thesoulfood.net

“La Ciclospesa” di Diego Marras

Percorso 1 : Da Ponte del Risorgimento all’Insugherata

“L’idea di delineare la possibilità di condividere una cena a base di prodotti comprati direttamente da una fattoria e trasportati in bicicletta mi è stata suggerita dall’incontro con Daniela, Marta e Don Pasta!
Tutto nasce da un piccolo programma di dieci minuti di Rai Radio 3 che va in onda tutte le mattine da gennaio e di cui sono regista.
Ogni mese questo programma ha un tema differente: ad aprile era il lavoro, e nell’ambito di varie interviste legate al mondo del lavoro ho conosciuto Terreni Fertili e Soul Food un progetto che, come ho cercato di evidenziare dal titolo della puntata “una fertile precarietà”, cerca di trasformare i tempi incerti delle nostre vite in qualcosa di fortemente costruttivo.
Parlando delle cene carbonare ho pensato che essendo Roma una città (ancora) ricca di campagne era possibile realizzare il sogno di un menù svincolato per la gran parte da qualsiasi “contaminazione” petrolifera.

Le immagini del Golfo del Messico sarebbero state trasmesse molti giorni dopo la nostra decisione di procedere in questo esperimento ma sono un commento tristemente perfetto all’obiettivo che ci volevamo porre.
I formaggi, le uova, il miele, la menta e tant’altro sono disponibili in varie zone della nostra città, tranquillamente raggiungibili con la bicicletta.
Nei miei ricordi c’è la sensazione bellissima che avevo da piccolo quando vivevo a Torino e andavo a prendere il latte a piedi in una fattoria scampata all’espansione della città, era bello salutare tutti e tornare a casa con un litro di latte caldo appena munto buonissimo, forse questa memoria è il fondamento della mia idea e forse anche un documentario (video) che ho fatto in Ecuador nel 2002 sulla distruzione della foresta amazzonica ad opera dei petrolieri.
Tornando al presente con l’aiuto dei Fooders ho poi parlato con Andrea Golino lo chef della nostra cena, al quale ho poi dato il numero di Angelo Mostarda il titolare di una fattoria dell’ Insugherata non lontano dal mio quartiere il Flaminio.
Era essenziale che Andrea potesse parlare direttamente con Angelo per definire le rispettive quantità di ricotta, caciotta e uova rispetto alla  disponibilità della fattoria, infatti un elemento imprescindibile di una operazione come questa è che l’abilità della chef si mostra da una attitudine versatile rispetto a quello “che offre la casa”. Potrebbero mancare degli ingredienti, non è tutto disponibile come in un supermercato o in un negozio di squisitezze ma è lì, in questo limite che c’è la sfida per mostrare la propria genialità!

Trasportare cibo per più di venti persone non è ovviamente così facile su due ruote, quando per esempio la ricotta è appena fatta (1 chilo era ancora da scolare!) deve stare in orizzontale, le uova si possono rompere… mi è venuta  in aiuto velocittà una società che fa del trasporto sostenibile la sua bandiera.

Velocittà dispone di biciclette atrezzate per portare pesi; dunque con Luigi che lavora con loro ci siamo dati appuntamento al Ponte Risorgimento per procedere verso l’Insugherata usando prima la ciclabile che porta verso Ponte Milvio poi via degli Orti della  Farnesina per poi prendere la Cassia.
Al ritorno abbiamo fatto un tragitto che Luigi ha apprezzato molto passando prima per Prati  poi per Piazza Navona attraversando il Ghetto, Circo Massimo, le terme di Caracalla, le Mura Aureliane.. mi ha fatto piacere sentirlo dire che non aveva mai visto alcuni dettagli del tragitto pur abitando a Roma da anni. Questo è perché la bici ti aiuta a sfiorare la città in modi sempre nuovi vedendo e facendo una esperienza diretta di configurazioni architettoniche ed atmosfere che diventano parte di te solo quando attraversate alla velocità giusta: quella della bicicletta!

Il risultato finale della cena fa parte della vita di chi vi ha partecipato ma l’ obiettivo va ancora costruito collettivamente: una mappa della fattorie e dei produttori della campagna romana al ridosso della città, con due finalità.
Rendere possibili altrettante cene senza una goccia di petrolio, rendere possibile a partire dalle varie zone di Roma una pratica usuale di approvvigionamento del cibo “diretto” e senza intermediari.
Anticipare e neutralizzare il progetto di devastazione dell’agro romano attraverso l’implementazione di un rapporto quotidiano con i produttori locali vissuto con il più eco-sostenibile dei mezzi di trasporto: la bicicletta”. (D. Marras)
tutto questo si è trasformato in Filiera corta (a pedali) against OGM, una splendida cena su una terrazza affacciata sul parco della Caffarella con Diego Marras e Andrea Golino
che ci hanno mostrato cosa si può acquistare usando come unico mezzo di trasporto la bici, in un percorso studiato ad hoc per questa cena. Lo chef Andrea Golino ha studiato un menù interamente relizzato con i prodotti acquistati da Diego Marras nel suo giro in bicicletta.

il menù di andrea golino

Per saperne di più:

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: