Week-end separati

Se potessi avere mezzo euro

Monetine da mezzo euro nel fondo bucato della borsa, nello svuota tasche all’ingresso,nel salvadanaio a forma di porcellino. I portaceneri delle vostre macchine ne sono pieni. Provate a dare un occhiata anche sotto il tappetino del passeggero. Al primo giro di centrifuga, vi accorgerete che sono anche nelle tasche dei jeans, ci sarà mezzo stipendio part time o giù di lì.

Mezzo euro sposa perfettamente la logica della formica, nessuno pensa più di spendere questa cifra per qualcosa ,neanche per un caffè, ma non so perché tutti tendono a metterla via per i “giorni di pioggia” in maniera distratta o con metodo. Il primo gruppo pensa che la monetina non gode di un grande potere d’acquisto ma può sempre far comodo per grattare la patina dorata di un concorso, quindi meglio tenerla a portata di mano. I secondi, di cui faccio parte, la accumulano meticolosamente e affidano a mezzo euro gran parte dei loro sogni quotidiani.

Ho una lista di piccoli medi sogni sempre in aggiornamento. Non importa realizzarli tutti o nessuno ma allungare la lista costantemente.Più sogni più vita. Ad oggi, all’attivo, alle mie monetine é affidata una cena stellata con the Fooders crew,una centrifuga nuova, una tazza da caffelatte monocolore scanalata, un pesce rosso di nome lex lutor, un paio di zoccoli olandesi, uno stampo per ferratelle e una confezione di crema di nocciole guido castagna etc etc.

Sia ben chiaro le monetine aiutano ma non fanno miracoli la prima regola per metterle a frutto é desiderare con i piedi per terra, please.

A Roma, di domenica mattina mezzo euro é la puntata minima dei turisti in zona fontana di trevi. Io senza i Fooders mi aggiro per Porta Portese con le monetine nelle tasche. Non presto molta attenzione alla merce disposta su i banchi sicura del “no shopping con gli spicci” fino a che un banco cattura la mia attenzione, un chioschino di dolciumi e tante altre cose, che del mezzo euro fa il suo vanto.

Qui con mezzo euro posso comprare,una busta di noccioline americane appena tostate, croccanti e lacci di liquirizia favolosi, lo dice il cartello. Se il laccio non mi soddisfa posso scegliere da un secchiello, un legnetto di liquirizia che più mi si addice. Stacco la spina alla mia giftlist e compro quasi tutto. Correva l’anno 1993 quando all’età di 10 anni con mezzo euro aka mille lire, potevo scegliere tra un cornetto algida, un pacchetto di I LOVE YOU patatine bucherellate a forma di cuore, antesignane di qualsiasi progetto di Food design, 10 goleador che poi erano doppie quindi 20 caramelle che mi duravano una settimana.

Il banchetto mi riserva anche prodotti fuori prezzo come le ciambelle ciociare cotte a legna,un baccalà sotto sale secondo me da provare e infine dulcis in fundo, se al mezzo euro aggiungo altre 100 monetine posso avere un maialino nano da compagnia, addestrabile, favoloso, disponibile in tutti i colori (!?!). Lo potrei aggiungere alla mia lista? Potrei regalarlo a Marco e Francesca?

Torno a casa spacco il porcellino di terracotta e ci penso su.

Save Babe.


Comments

  1. marcoasador says:

    il maialino per 50 euro deve avere almeno venti chili…

    Mi piace

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