DOWN & OUT IN PARIS AND LONDON – II

London – The Getaway

Quarta settimana di Novembre.
Non c’era una ragione specifica per andare a Londra. Il biglietto lo avevo comprato tempo prima sfruttando un’offerta su internet. Avevo fatto una lista dei nuovi ristoranti e cocktail bar da visitare durante il soggiorno di una settimana. Ingenuamente, presto quel pezzo di carta sarebbe finito in un cestino (assieme all’estratto conto del mese). Non avere alcun piano e lasciarsi trasportare dagli eventi rendeva tutto più interessante. A parte qualche appuntamento di lavoro, avevo una settimana per perdere contatto con Parigi, abbandonarmi alla vita inglese e alla serendipità. Una leggera angoscia sull’esito della scommessa immagino facesse parte del gioco. Il treno ci avrebbe messo due ore per arrivare alla stazione di St. Pancras, decidendo di risparmiare non comprai nessun gin da consumare durate il tragitto, tanto valeva sfruttare quel momento per chiudere gli occhi.

La prima cosa che adoro di Londra sono le Ales. Mezzo litro viene generalmente tre pound, la qualità media delle birre è ottima e i bicchieri sono riempiti fino all’orlo, tant’è che il più delle volte si finisce per bagnarsi le mani. Se è vero che è difficile mangiare senza bere, è molto facile bere senza mangiare. Basta ordinare una pinta dopo l’altra. L’atmosfera che si respira dentro al Wenlock Arms è incredibile, era li che avevo deciso di dare un taglio ai primi sintomi di svenimento da denutrizione. Ci si sente dentro ad un romanzo di Irwin Welsh, nella Gran Bretagna sporca e dimenticata.
Tutto è rimasto intoccato dall’inizio degli anni ’90 (forse anche prima), a partire dalle bariste con i loro capelli lunghi, unti e grigi. Ero arrivato lì con la speranza di accompagnare le Ales con del Salt Beef, peccato che l’ufficio di igiene fosse passato qualche mese prima impedendo la vendita di qualsiasi “fresh” food, alla mia richiesta la barista indicò un barattolo di pickeld eggs in fondo al bancone, deglutii e ordinai un’ennesima pinta, preferivo rimanere a digiuno pur di non mangiare quella roba.

È facile sentirsi un signore passeggiando per East London. Se a Parigi ero capitato nella situazione di non avere più nulla di colpo, vivendola abbastanza male, il viaggio a Londra lo avevo intrapreso giocando a fare lo squattrinato fino in fondo e mettendo in valigia i vestiti più assurdi che potessi avere a casa. Il mio stile si ispirava vagamente a quello del Drugo ne “Il Grande Lebowski”. Ciò nonostante, gli hipster si vestivano talmente male da farmi sembrare una persona normale. Il mio piano aveva miseramente fallito. Capirai, se mi trovavo in East London non era per cercare di confondermi con la massa comprando vestiti vintage a prezzi improponibili o degli squallidi gioielli “handcrafted”, ma perché la quantità di food trucks, bancarelle e bakeries in zona supera l’inimmaginabile. Era un bene che alcuni degli appuntamenti che avevo fossero in zona, sarei dovuto tornarci ancora un paio di volte in settimana.
A Brick Lane gli odori mi assalivano, sentivo la mia resistenza fisica al mangiare violentata, presa a pugni e gettata per terra. Non potevo far altro che dare ragione al mio stomaco dopo giorni. Ed è così che la mia vita è cambiata radicalmente, nello spazio di pochi secondi, il tempo di entrare in una Bakery e vedere il prezzo di un Marinated Herrings Bagel. Oramai non mi importa di nessun’altra cosa al mondo, è il mio cibo totem, la cosa da portarsi su un’isola deserta, l’ultima cosa che vorrò mangiare in vita mia (no, magari questo no). Era buono? Manco troppo, non è qui il punto. Era economico? Si cristo, lo era! Un solo pound. Un misero ed insulso pound per prendere un bagel intero con dentro aringhe e cipolle marinate. Nonostante l’euforia ne ho mangiato uno solo in tutta la settimana, qualcos’altro nel quartiere aveva attirato la mia attenzione. Un food truck bianco ed anonimo, giusto davanti al grande murales di space invaders di Brick Lane. La scritta “Slow roasted lamb shoulder – 4 pounds” mi aveva incuriosito, decisi che quello sarebbe stato il mio pasto per il giorno dopo, l’unico.
Da consumare possibilmente dopo gli appuntamenti, onde evitare ripercussioni da intossicazione alimentare immediata.

I biglietti in tasca andavano diminuendo, non potevo permettermi più alcun lusso. Un’amica mi aveva consigliato una macelleria poco lontano da Nothing Hill dove facevano delle delizione Steak and Kidney, Chicken and Mushroom e Game Pies. Il tempo di chiamare al volo gli amici da cui stavo, chiedere se avessero un forno in casa ed avevo risolto i problemi di sopravvivenza londinesi. Se a Parigi ho scoperto che una costata di manzo esposta in vetrina può somigliare ad una scultura futurista, da Lidgates a Londra ho capito che una “rack of lamb” può sfidare le linee dei più bei motori ad 8 cilindri. Ho cercato comprare le pies il più velocemente possibile, cercando di non cadere in inutili tentazioni. Missione compiuta, il più era fatto, non avevo più spese importanti da sostenere fino alla fine del soggiorno, al massimo solo qualche moneta per un fish and chips da innaffiare d’aceto di malto.

Durante la settimana avevo mangiato anche troppo (si fa per dire). Il treno mi stava riportando nella città all’origine di tutti i miei mali. Questa volta però ero preparato, avevo utilizzato tutto ciò che mi rimaneva in tasca comprando quante più Pies possibili da Lidgates. Da Parigi mi era arrivata la brillante notizia che nonostante la cucina fosse ancora in pieni lavori in corso, il forno era stato montato con successo. Facendo i giusti sacrifici, sapevo cosa mangiare almeno per un’altra settima. L’ultimo pound lo avevo speso per comprare una tavoletta di Dairy Milk della Cadbury da consumare nel viaggio. Avrei dovuto solo aspettare fino al cinque dicembre per tornare a vivere. Per quella data aspettavo un assegno. In questo modo avrei potuto festeggiare andando a bere, facendo un pranzo tardivo e pagando la bolletta del telefono di novembre.

Wenlock Arms
26, Wenlock Road
London, N1 7TA

Brick Lane Beigel Bakery
159, Brick Lane
London, E1 6SB

Anonymous Food Truck
91, Brick Lane
London, E1 6QL

Lidgates
110, Holland Park Avenue
London, W11 4UA

Golden Fish Bar
102, Farringdon Road
London, EC1R 3EA

Testi Tokyo Cervigni, illustrazioni Maria Vittoria Cervigni

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