Persone da non frequentare


Gourmet
‹ġurmè›
s. m., fr. [der. dell’ingl. antico grom «ragazzo, valletto», successivamente incrociato con gourmand «ghiottone»]. – Categoria sociale in costante aumento in Italia.

Si tratta di personaggi con un’alta autostima, nonostante l’assenza di qualifica particolare se non una “triennale in scienze della comunicazione”, quando va bene. Ciò nonostante, si credono dotati di incredibili poteri giornalistici, che utilizzano per descrive le loro esperienze in ristoranti, piuttosto che in congressi o ad eventi gastronomici.
In loro non è pervenuto spirito critico, di osservazione o di ricerca. Se scrivono, lo fanno per elogiare in modo viscido tale personaggio che dicono di conoscere “in modo fraterno”.
Preferiscono generalmente fotografare cibo (possibilmente con un iPhone) anziché mangiarlo. In realtà si alimentano di finti complimenti fatti da persone che neanche conoscono.
Generalmente non gliene frega nulla di quello che c’è dietro ad un prodotto (anche perché non hanno la minima idea di cosa si tratti), si limitano a battere vanitosamente le ciglia sotto i riflettori del palco più in voga del momento. Le volte che parlano di produttori è perché devono sentirsi socialmente impegnati e pensano –davvero- di poter salvare il mondo.
Quando entrano in un ristorante vanno immediatamente in cucina per salutare lo chef, spendere squallide parole di lusinga e ammiccare occhiolini per sperare in qualche “hors d’oeuvre” di cui vantarsi in seguito con tutti i propri “amici”.
Si tratta oltretutto di persone a loro agio nei social network ed “ultra-connected”. Alcune caratteristiche li contraddistinguono nel variegato mondo del 2.0: taggare almeno cinquanta persone nella foto che hanno fatto con lo chef, nel ristorante o ancora della loro ricetta fatta con prodotti d’eccezione ma che risultano nel piatto un obbrobrio indefinibile di cui andare fieri; utilizzare “hashtag” dalla dubbia intelligenza quali: #lestellesiincontrano #gourmet #foodblog.
Sono persone da evitare in quanto metastasi della saccenza che aleggia da qualche anno a questa parte nel mondo della gastronomia. Quest’ultima è una parola a loro ignota, perché rispecchia un’insieme di conoscenze ma soprattutto di consapevolezze di cui un gourmet non si interesserebbe mai. Cercare di stabilire una conversazione con loro è fastidioso almeno quanto ascoltare un vinile che gira a vuoto, o le unghie di una maestra che grattano su una lavagna.

C’è comunque un modo per cercare di stabilire un contatto con loro: utilizzare un frullatore.

di Tokyo Cervigni

Comments

  1. .fede. says:

    sapete che avete e avrete sempre la mia stima,vero?

    .fede.

    Mi piace

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