LASAGNA RADICCHIO E STRACCHINO

Se avete perso la parentesi “capodanno a casa Fooders” andate a ritroso negli articoli e troverete l’origine della ricetta di oggi, scritta da Tokyo e Shibumi.

lasagna radicchio

LASAGNA (O CLUB SANDWICH DI PASTA) RADICCHIO E STRACCHINO
ovvero vaga idea di una lasagna per l’ultimo dell’anno secondo Shibumi e Tokyo.

Per la lasagna

300 gr. di lasagne De Cecco (maledette)
4 teste di radicchio di Chioggia
3 cipollotti
400 gr. di stracchino
400 gr. di mozzarella
150 gr. di provolone piccante
30 gr. di pinoli di Gianfranco (è quello che vende frutta secca al mercato di Cola di Rienzo)
olio d’oliva
aceto di mele
sale e pepe qb

Per la besciamella
30 gr. di burro (ovvero quello che restava nel frigorifero di un salutista)
150 gr. di farina
600 ml di latte intero fresco
il numero di telefono della madre di Shibu

Per la lasagna
:
Mentre Shibu si cimenta nell’ardua missione di preparare un’ottima besciamella quasi senza burro, rendetevi utili. 
Lavate il radicchio e i cipollotti. Mondate i cipollottii (non dimenticate di tagliare anche parte del gambo… bono!) e cominciate a cuocerli a fuoco lento, quasi sottovoce, con un po’ d’olio.
La colonna sonora di questo momento deve essere un leggerissimo brusio, la padella farà da cassa di risonanza. Create nella vostra cucina la magnifica installazione olfattiva di un idromassaggio caldo del cipollotto nell’olio. Questo primo passo è fondamentale, fate sì che l’entropia della cucina sia celestiale e lasciate le energie dell’universo attraversarvi.

È con questo spirito zen che comincerete a togliere una ad una le foglie del radicchio, asciugandole accuratamente, processo altrimenti lento e rompipalle.Disponete le foglie nella padella e fatele appassire velocemente sfumandole con dell’aceto di mele.
Allo stesso tempo, fate tostare i pinoli in una piccola padella, il ricordo controverso di Gianfranco farà solcare il vostro viso da una lacrima. Giusto per chiarirci, Gianfranco è riconosciuto da tutto il mercato di Cola di Rienzo come un fancazzista d’altri tempi, in costante pausa sigaretta e rimproverato in continuazione da suo fratello, che ha il banco della frutta giusto dinanzi al suo.
Quando il radicchio è quasi cotto, ma ancora croccante, aggiungete i pinoli e spadellate al volo. Spegnete il fuoco e mettete da parte. 
Portate dunque l’acqua ad ebollizione e scottate per meno di un minuto le lasagne (giusto il tempo che si ammorbidiscano, perché se saltate questa operazione, facendo cuocere la pasta direttamente in forno, le chiamerete le maledette per sempre).
Tagliate lo stracchino e la mozzarella a fette e grattugiate il provolone.  Imburrate una teglia, mettete un primo strato della magnifica besciamella preparata da Shibu e cominciate a comporre un mosaico con la pasta da lasagna fino a ricoprire ogni minimo spazio della superficie della teglia.

Disponete, in modo alterno, una fetta di stracchino ed una di mozzarella. Questo mix farà sì che i formaggi dialoghino e fondano insieme durante la cottura della lasagna, creando un sodalizio e un’asse diplomatica capace di far cedere qualsiasi barriera.
Disponete dunque il radicchio sopra lo stracchino e la mozzarella e ricoprite con la besciamella.
Aggiungete del provolone grattugiato sopra la besciamella e ricoprite con un altro strato di pasta. Ripetete l’operazione fino a raggiungere tre piani di condimento…Si inforna! 
Cento ottanta gradi per ventuno minuti e per finire due minuti di grill.
Per finire, rendetevi conto mentre scrivete questa ricetta, che la lasagna non è altro che un club sandwich di pasta.
Itadakimas!

Per la besciamella
Passate un’intera infanzia a cucinare con vostra nonna. Trascorrete buona parte della vostra adolescenza a cucinare con vostra madre. Seguite degli studi universitari in Scienze Gastronomiche. Rendetevi conto alle quattro del pomeriggio del trentuno dicembre che non sapete come preparare una buona besciamella. Delegate a Shibumi che prontamente chiamerà mamma ed eseguirà una besciamella ad opera d’arte.

Andate al mercato e (non) dimenticatevi il burro. Perché anche se avete appena chiamato la mamma per avere conferma di come si fa la besciamella, forse siete anche voi toscani oliodolivadipendenti e magari vi manca, come a me, la casellina “burro” nel cervello nella sezione “lista della spesa”.
Per fortuna che anche nel frigo del papà più salutista e raffinato, e proprio in quanto tale, c’è un pezzetto di questo magico e misterioso preparato. Mettete tutto quello che trovate, in questo caso circa 30 gr, in un pentolino su fuoco bassissimo. Quando è sciolto aggiungete tutta la farina setacciata che riesce ad assorbire. Insistete e con dolcezza ed educazione aggiungetene ancora (per un totale di circa 120 gr). A questo punto rimettendo sulla fiamma versate a poco a poco mescolando con un cucchiaio di legno il latte freddo intero.
Se avrete Tokyo in cucina con voi e la sua visione di una besciamella densa, pronta a creare un abbraccio caldo con i formaggi, aggiungete ancora un paio di cucchiai di farina e mescolate sul fuoco. E non mangiatela così come è, mettetela nel club sandwich di pasta eh!

 

Comments

  1. Burro, burro, burro.. me lo ricorderò:) Complimenti per il piatto e per l’ironia con cui l’hai presentato! Buona settimana e, se sei in calo di zucchero passa da me.. ti aspetta un tortino di panettone ripieno creativo:) Bacio

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